Giorgia Pallocca, cervello in fuga, ha vinto il Lush Prize 2016

Giorgia Pallocca, italianissima ricercatrice all’università di Costanza, è una delle vincitrici del Lush Prize 2016 che valuta i progetti scientifici cruelty free in 27 nazioni.

Giorgia ha 30 anni e lavora all’università di Costanza come ricercatrice. Una di quei ragazzi talentuosi che noi definiamo comunemente come cervelli in fuga.

La dott.ssa Pallocca ha deciso di trasferirsi all’estero perchè voleva lavorare a progetti di ricerca medica che non contemplassero il ricorso alla sperimentazione animale ed è cos approdata nella città del Baden Württemberg, la cui università è la sede europea del Center for alternatives to animal testing (Caat) affiliato a quello della Johns Hopkins University di Baltimora. Giorgia e il suo team stanno valutando come le sostanze chimiche quali pesticidi o medicinali possono impattare sullo sviluppo embrionale. Il suo progetto l’ha portata a vincere il Lush Prize 2016 che consiste in un fondo di 250 mila sterline (poco meno di 300 mila euro) assegnate dall’omonima azienda cosmetica inglese. Il premio è stato istituito per premiare chi  gli studi che contribuiranno ad abolire completamente la sperimentazione animale promuovendo alternative più sicure ed efficaci.

La speranza della dottoressa Pallocca è che il principio di base del suo progetto si si possa ora applicare alla ricerca medica.
La giovane ricercatrice ribadisce la consapevolezza dei passi avanti che sono stati fatti fino ad oggi con i metodi tradizionali ma spera che sempre più spesso si usino metodi alternativi che oltre ad essere etici hanno anche risvolti positivi per l’essere umano. Infatti solamente  lavorando sulle cellule umane in vitro si possono testare più sostanze contemporaneamente e studiare gli effetti direttamente sull’organismo umano che è comunque diverso rispetto a quello di molti animali da laboratorio.

In una recente intervista Giorgia ha dichiarato “Ci vorrà ancora molto tempo per abolire del tutto il ricorso ai test animali, ma è un percorso che si può iniziare. Il fatto che anche le aziende private inizino a dare segni di interesse apre molte porte in questo campo”

 

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